La Sacra Testa di Santa Caterina da Siena

"...La perseveranzia del santo e buono desiderio con le buone operazioni, è quella che è coronata e che merita gloria, e non confusione..." (Lettera 239)

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Nell'ottobre del 1383 il Papa Urbano VI accordò il permesso al Beato Raimondo da Capua (allora Maestro Generale dell'Ordine) di portare una reliquia di Santa Caterina a Siena. E' assolutamente falso affermare che i domenicani se ne impossessarono di nascosto il Beato Raimondo da Capua fa riferimento alla reliquia della testa nel capitolo 305 della Legenda Maior. Il Beato Raimondo da Capua affido la Sacra Reliquia a due frati Ambrogio Sansedoni e Tommaso della Fonte. (per ulteriori informazioni vi rimandiamo al suddetto capitolo).
Nella notte tra il 3 e il 4 dicembre del 1531, la Sacra Testa rischiò di essere distrutta; infatti nella chiesa di san Domenico scoppiò un violento incendio, che sembra scaturito dall'organo per poi propagarsi velocemente alla sottostante Cappella di Santa Caterina.
Solo il coraggio di Frà Guglielmo da Firenze mise in salvo la reliquia, infatti il coraggioso frate si avvolse in un lenzuolo bagnato e si gettò tra le fiamme traendo in salvo la testa. Sembra che la causa dell'incendio fosse da ricercarsi nella combustione spontanea di una quantità di carbone posto a seccare sotto l'organo, secondo altri invece la causa stava nell'imprudenza di un sacrestano che aveva lasciato una candela accesa. In questa circostanza andò bruciato il corpo del beato Ambrogio Sansedoni. Dal 1711 la Testa venne collocata in un'urna dono dell'illustrissimo Pietro Biringucci Maestro di camera del Gran Principe di Toscana Cosimo III;  
 opera di Giuseppe Piamontini, orafo fiorentino dell'epoca fino ad allora la reliquia della Testa era custodita in un busto d'argento. Il 3 maggio del 1609 dopo la consueta processione, gli abitanti di Fontebranda, tentarono di impossessarsi della reliquia per tenerla definitivamente nel loro rione; ci furono diverse ore di tafferugli finché non intervenne il Collegio di Balia che, dopo aver ristabilito l'ordine fece riportare la Sacra Testa in San Domenico.
Nel 1796 La testa venne trasferita in Duomo e precisamente sull'altare di San Tommaso presso la libreria Piccolomini, poiché un forte terremoto aveva danneggiato la Basilica di san Domenico nella quale vi fece ritorno solo nel 1806 in occasione della domenica in Albis.
La Sacra Testa venne portata in processione nel 1857 in occasione della visita di Papa Pio IX e in quella occasione si dovette effettuare un restauro ad opera del professor Gaspero Mazzi; un ulteriore lifting avvenne nel 1904 e questa volta fu affidato ai professori, Spediacci, Biondi, Bianchi e Raimondi. Nel 1931 l'allora podestà di Siena Fabio Bargagli Petrucci, fece rompere i sigilli e aprire la teca per far valutare ai professori, Mazzi, Raimondi, Lunghetti, Londini e Gori, le reali condizioni di essa, dopo di che dettero l'autorizzazione al trasporto della reliquia da San Domenico al Duomo; in questa occasione il professor Mazzi, coadiuvato dallo scultore Trapassi, eseguì numerosi rilievi cranio metrici e fotografie per la riproduzione della testa.
Il 28 aprile 1940 la Sacra Testa fu portata in cattedrale in occasione dei festeggiamenti cateriniani che quell'anno si svolsero dal 14 al 28 aprile. L'occasione fu data dall'inizio della costruzione del Portico Votivo dei Comuni d'Italia, lavori subito interrotti a causa delle vicende belliche. Il resto è storia recente.
Nell'anno del XXV della proclamazione di Santa Caterina a Dottore della Chiesa Universale (1995), la plurisecolare festa senese dell'ottavario in Albis, ha offerto alla venerazione di tutti i fedeli, con l'esposizione in cattedrale, la reliquia della Sacra Testa (l'ottavario fu predicato dal domenicano Padre Alfredo Scarciglia). In questa occasione la Santa Reliquia fu portata in Cattedrale in forma privata. Per il Giubileo del 2000,invece la Sacra Reliquia fu portata in Cattedrale a spalla dai monturati (figuranti) delle Contrade del Drago e dell'Oca, per iniziativa dell'allora Arcivescovo Gaetano Bonicelli e del Parroco Padre Alfedo Scarciglia o.p.

La Testa della Santa Caterina, ancora perfettamente conservata nella cappella laterale della Basilica

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